FOTO | A Settant’anni dagli scioperi del 1944

Gli scioperi del marzo 1944 segnarono la ripresa del protagonismo operaio e un passo in avanti nella perdita di consenso del regime fascista, anche se in realtà solo nei giorni dell’insurrezione del 1945 i lavoratori passarono dalla fabbrica alle file partigiane in numero così considerevole da giustificare affermazioni entusiastiche e categoriche, spesso utilizzate per descrivere quel movimento. L’incontro propone una riflessione su quegli avvenimenti, partendo dalle agitazioni nei primi decenni del Novecento, con uno sguardo sulla realtà bergamasca.

Qui l’album.

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FOTO | Mostra L’Altra Resistenza

Grazie a ISREC per il materiale esposto nella mostra.

La Resistenza dei militari italiani nei Lager (IMI)

Nel settembre 1943 vennero catturati e disarmati dai tedeschi oltre un milione di soldati italiani, che si trovavano in patria o all’estero, tra Iugoslavia, Francia, Albania, Grecia e isole dell’Egeo. Di questi più di 600.000 mila finirono nei lager di prigionia tedeschi (13.000 ufficiali e 57.000 sottufficiali e il resto soldati). Il regime nazista non considerò mai i nostri militari catturati come prigionieri di guerra, ma li classificò subito come IMI (internati militari italiani): come tali furono obbligati al lavoro forzato e sottratti alla possibilità di controllo della Croce Rossa Internazionale e alla tutela della Convenzione di Ginevra del 1929, sottoscritta anche dalla Germania, che prescriveva un trattamento umanitario. Durante l’internamento nei campi i nostri militari furono incessantemente invitati, in cambio della loro liberazione, ad arruolarsi nelle forze armate tedesche e soprattutto nelle forze armate della Repubblica Sociale Italiana. La stragrande maggioranza degli internati si rifiutò, opponendosi a qualsiasi collaborazione e rassegnandosi alla prigionia nei lager, in tragiche condizioni di vita. La resistenza nei lager è costata, come risulta dagli stessi registri dei decessi compilati dai tedeschi in ogni campo di prigionia, il sacrificio di 78.216 persone.

Qui l’album.