Regolamento ANPI

  • l’ANPI non è un partito; si aderisce non per scelta di uno schieramento partitico bensì per la sua storia, per la memoria, per i valori ed i principi dell’Antifascismo e della Resistenza che l’Associazione rappresenta e difende battendosi per il rispetto e l’attuazione della Costituzione, oltre che per i contenuti delle sue politiche e per la condivisione del suo Statuto. L’autonomia dell’ANPI, innanzitutto da ogni partito, è condizione irrinunciabile dell’unità per un’Associazione culturalmente e politicamente pluralista quale è l’ANPI ancor più oggi, affinché possa esercitare con efficacia, credibilità, vasta partecipazione e consenso la sua funzione di “coscienza critica” della democrazia e della società;
  • l’ANPI ripudia la violenza e la contrasta poiché estranea al contesto democratico conquistato dall’Antifascismo e dalla Resistenza e quale arma dei nemici della democrazia e della libertà;
  • l’ANPI rispetta, valorizza e collabora con le istituzioni della Repubblica, quali conquiste della Resistenza, anche quando a seguito di elezioni, sono governate da esponenti della destra politica. Si batte affinché chi governa transitoriamente – Comuni, Province, Regioni e Stato – operi in ottemperanza ai valori, ai principi e alle norme sancite dalla Costituzione e dall’ordinamento dello Stato. Quando ciò non avviene, lo si contrasta con le armi della democrazia distinguendo sempre le istituzioni da rispettare e difendere e con le quali collaborare, dalle politiche e dalle ideologie di chi le governa alle quali opporsi quando necessario. Si ritiene quanto sopra essenziale per contrastare e vincere orientamenti sbagliati presenti – sia pure in modo minoritario – anche nell’ANPI;
  • ritenere l’Antifascismo, la Resistenza e la Costituzione patrimonio solo della sinistra è valutazione da contrastare con il necessario confronto culturale, storico e politico. Così come va ribadito che l’ANPI è la “casa” di tutti gli antifascisti.