Lettera agli iscritti ANPI dal presidente provinciale Mauro Magistrati

Carissime, carissimi, ognuno di noi sta vivendo queste giornate con apprensione, dolore e paura. Un forte senso di spaesamento ci pervade. Ci stiamo riscoprendo tutti più vulnerabili e fragili.

Abbiamo sospeso le nostre attività, il nostro lavoro, i nostri impegni, i nostri progetti: non possiamo organizzare riunioni, seminari, dibattiti, assemblee, presentazioni di libri, commemorazioni che andavano intensificandosi per il 75°Anniversario della Liberazione del prossimo 25 aprile. Abbiamo chiuso le nostre sedi (la sede Provinciale resterà chiusa fino a data da destinarsi) e i nostri luoghi di memoria e formazione (il Museo – Rifugio Malga Lunga e la Casa – Museo La Resistenza). Ma tutto è solo rimandato.

Stiamo perdendo amici, parenti, conoscenti, partigiani, patrioti e antifascisti: le nostre comunità usciranno sconvolte e ridisegnate da questa tragedia senza precedenti nella storia della Repubblica. Ci fa male non poterli salutare, anche solo ritrovarsi per qualche parola di conforto e di vicinanza. Questo isolamento forzato ci fa sperimentare – e accorgere – quanto profondo e radicato sia il nostro bisogno di comunità e di socialità. Dobbiamo essere consapevoli che nulla sarà più come prima: le nostre comunità, i nostri territori, le nostre vallate usciranno da questa dura prova con le ossa rotte, trasformate nel profondo della loro identità, private di generazioni intere di anziani.

Gli anziani, oltre che rappresentare la nostra memoria (questo maledetto virus ci sta privando degli ultimi testimoni e protagonisti della Resistenza bergamasca), spesse volte rappresentano l’intelaiatura del nostro tessuto sociale, fondamenta di un welfare familiare che ha consentito alle nuove generazioni e chi ha subito la crisi economica di restare in piedi.

Questa tragedia – divampata anche per l’arroganza di chi ha messo al primo posto il profitto e non la salute delle persone e la salvaguardia della vita umana – ci costringerà, quando sarà finita, a necessarie e profonde riflessioni. Muoiono donne, uomini, persone cariche di saperi e racconti, punti di riferimento per le proprie comunità e per la nostra storia collettiva. Dovremo impegnarci, quando tutto sarà finito, a portare avanti la loro testimonianza. In questo periodo di “distanziamento sociale” cerchiamo di guardare avanti con la consapevolezza che anche la nostra ANPI dovrà fare la sua parte per ricostruire: possiamo e dobbiamo, quindi, continuare a studiare, a leggere, a riflettere su cosa significhi oggi non solo essere antifascisti, ma anche e soprattutto partigiani: partigiani che si impegnano a costruire una società più giusta, equilibrata e previdente, una società libera, dove non vi sia l’obbligo di scegliere fra salute ed economia.

L’ANPI Nazionale ha invitato tutti ad una Chiamata all’unità creativa per creare una condivisione di messaggi di speranza e di vita (sul sito www.anpi.it trovate tutte le indicazioni a riguardo). Il nostro pensiero e la nostra riconoscenza vanno a chi sta combattendo in prima linea: a chi lavora negli ospedali, nelle case di cura, nelle residenze per anziani, nelle carceri, nei centri di accoglienza per migranti; a chi si occupa dei senza tetto; a chi cerca di garantire i servizi sociali essenziali di assistenza domiciliare e le comunità territoriali di accoglienza.

Il mio pensiero va a tutti gli iscritti, i militanti e i simpatizzanti ANPI, a tutte le nostre 26 Sezioni, ai Presidenti e ai loro Comitati di Sezione: a voi tutti che soffrite o avete sofferto per la perdita di un vostro caro, a voi tutti che avete lottato o state lottando contro il Covid – 19 possa giungere il mio saluto più caro e fraterno. Ci ritroveremo, compagne e compagni, e continueremo il nostro impegno per la Resistenza, l’Antifascismo, la Costituzione. Un caro e fraterno saluto a tutte e tutti,

Il Presidente ANPI Provinciale di Bergamo, Mauro Magistrati

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