Comunicato

In occasione del 74esimo anniversario del bombardamento alleato sulla ‘Dalmine’, fabbrica presidiata dai nazisti, che causò 278 morti e oltre 800 feriti, i neofascisti di Forza Nuova hanno tentato di inquinare la memoria di uno degli avvenimenti che più hanno scosso la nostra comunità. Lo striscione appeso ai cancelli d’ingresso degli uffici della fabbrica in Piazza Caduti, poi prontamente rimosso, è una ferita e un insulto alla memoria di noi tutti. E’ bene ricordare, ai neofascisti di casa nostra, la testimonianza di Ernesto Frigerio, antifascista dalminese e all’epoca operaio. Subito dopo il bombardamento così Frigerio raccontava le reazioni degli operai all’arrivo dei militi fascisti inviati da Bergamo per i soccorsi: “Arriva la Milizia…Non ti so dire…se non scappano li ammazziamo…’Farabutti! Delinquenti!’…Insomma, s’è visto proprio l’anima dell’operaio contro questo regime”. Oggi assistiamo ad una strumentalizzazione della memoria e ad un suo uso distorto da parte di forze politiche che si muovono al di fuori dell’arco costituzionale. Ricordiamo infine a Forza Nuova che quel tragico 6 luglio 1944 da Milano, sede del centro informazioni tedesco, non venne dato l’ordine di suonare l’allarme che avrebbe permesso agli operai dalminesi di salvarsi. Come Anpi continueremo a difendere la memoria storica degli avvenimenti dalle strumentalizzazioni politiche e dagli attacchi revisionisti che da troppi anni imperversano nella società a danno di tutta la collettività.

Anpi sezione N. Betelli Dalmine

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