Comunicato Targa Locatelli

Abbiamo appreso che nella giornata di domenica 18 dicembre 2016 è stata riconsegnata alla città la lapide restaurata dedicata all’aviere Antonio Locatelli, con cerimonia in piazza Libertà, alla presenza di Sig.ra Lorella Alessio (Sindaco) e Paolo Cavalieri (Assessore alla cultura del Comune di Dalmine).

Crediamo che questa iniziativa, rientrante nell’ambito della “Ricerca di sponsor per la manutenzione ordinaria di monumenti presenti sul territorio comunale” – come scritto sul sito del Comune di Dalmine -, sia invece rivolto alla riabilitazione di una figura ancora una volta definita, a torto, “eroe”. Termine, questo, usato anche domenica in piazza negli interventi alla cerimonia.

Antonio Locatelli non fu un eroe. Convinto sostenitore del fascismo, lo stesso Mussolini ebbe a definirlo “una delle anime più pure ed intrepide del fascismo”. Morto in Etiopia nel 1936, Locatelli partecipò ai bombardamenti contro la popolazione civile e inerme dell’Abissinia, Paese sovrano aggredito dall’Italia fascista. Quella di Abissinia fu una guerra in cui l’esercito italiano compì crimini contro l’umanità. Oggi si tace, ma le fonti storiche e i lavori storiografici hanno riportato alla luce la cruda realtà di quel conflitto.

Antonio Locatelli, celebrato in tutta la bergamasca come eroe con monumenti, intitolazioni di vie e lapidi commemorative, in una lettera del 1936 alla madre scriveva queste parole: “quando vedevo le bombe centrare le case, distruggere […] incendiare la cittadina in molti punti contemporaneamente, io che di solito sento un po’ di pietà per il nemico, gioivo”.

Crediamo fermamente che celebrare anche a Dalmine, città con un passato di lotte antifasciste e che ha dato un alto contributo alla Liberazione, una figura come Locatelli – criminale di guerra e fascista – sia un errore e una grave ferita alla memoria che, anziché usata strumentalmente in un’unica direzione, dovrebbe essere difesa, studiata e diffusa con coscienza critica e senza censure. È necessario distinguere la memoria storica dalla celebrazione di certi personaggi sconfitti dalla storia che grave danno hanno arrecato al nostro Paese.

Alla commemorazione di domenica 18 dicembre erano presenti anche militanti di Casapound come pubblicato dalla loro pagina Facebook. Siamo sconcertati e allarmati dalla presenza di militanti di un partito dichiaratamente neofascista: chiediamo all’amministrazione comunale di fare chiarezza al fine di giustificare la loro presenza.

L’Anpi da anni, anche a Dalmine, si occupa di memoria e difesa dei valori fondanti la nostra repubblica: la Resistenza, la democrazia, la Costituzione e l’antifascismo. Crediamo che iniziative unilaterali come quella di domenica 18 dicembre siano contrari ai valori su cui si basa la nostra società da più di 70 anni.

Luigi Forcella, Il Vice Presidente Vicario Anpi sezione ‘N. Betelli’ Dalmine

Irene Invernizzi, Coordinatrice Anpi Giovani Dalmine

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2 pensieri riguardo “Comunicato Targa Locatelli”

  1. Forse si doveva pensare a una manifestazione, ora è tardi, nessuno rimuoverà la lapide. Fa ancora più male pensare che una sindaca da anni militante nella sinistra antifascista abbia condiviso l’evento.

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